Serafino    

2019, Marina di Ravenna, con ZuloArk, Doppio CM, Marco Rinaldi

Bando per l'assegnazione della concessione demaniale ex militari, promosso dal Comune di Ravenna

PROGETTO 2° CLASSIFICATO
La proposta cerca una perfetta integrazione con il Parco Marittimo, il progetto degli stradelli retrodunali che il Comune di Ravenna sta sviluppando in questi anni. Punto cardine del nostro lavoro è la realizzazione di un edificio costruito interamente su palafitta, con una sistemazione esterna capace di favorire la formazione e la rigenerazione delle dune litoranee seguendo perciò perfettamente quanto auspicato dal Parco Marittimo. 

Carracci 

2018, Bologna, con Francesco Rambelli, Alberto Mazzotti

Concorso in due fasi di progettazione per la realizzazione di un polo scolastico nella prima periferia di Bologna. Analizzando l’area oggetto del concorso, è chiaro fin da subito come il progetto dovrà leggere e instaurare una relazione con il declivio naturale del terreno, con il paesaggio esistente fatto di ricca vegetazione e architetture dalla forte tradizione bolognese, cercando al tempo stesso di emergere con delicatezza per non nascondere e celare la sua destinazione d’uso specifica di luogo cardine nella formazione della società.

PROGETTO 1° CLASSIFICATO

Cos’è la pesca?

Quali sono gli elementi caratterizzanti le nove marinerie dell’Emilia Romagna?

Quali sono gli oggetti universalmente riconosciuti come elementi identitari della pesca?

Ma soprattutto, cos’è un elemento identitario?

Il nostro progetto nasce da queste considerazioni.

Prende la rete da pesca, individuata come elemento identitario dell’attività, la reinterpreta e la trasforma in un landmark facilmente riconducibile alle marinerie, caratterizzandola di un valore paesaggistico in grado di identificare lungo tutto il litorale quei luoghi specifici come i luoghi della pesca, in un’immagine coordinata degli stessi.

La rete diviene un grande trait d’union, si trasforma da elemento funzionale a elemento identitario, sospeso e tenuto in tensione dalla fitta maglia di elementi verticali, quasi fosse lì all’aria, ad asciugarsi dopo una notte di pesca in mare. E, tenuta dalla gravità, si arrotola in alcuni punti o sfiora il suolo in altri, stabilendo di volta in volta una connessione diversa e ravvicinata con le persone.

Housing Brixen

2018, Bressanone, con ZuloArk, Francesca Ancarani, Fausto Bruno, Angelo Ciccolo, Marco Rinaldi

Concorso in due fasi di progettazione per la realizzazione di un polo scolastico nella prima periferia di Bologna. Analizzando l’area oggetto del concorso, è chiaro fin da subito come il progetto dovrà leggere e instaurare una relazione con il declivio naturale del terreno, con il paesaggio esistente fatto di ricca vegetazione e architetture dalla forte tradizione bolognese, cercando al tempo stesso di emergere con delicatezza per non nascondere e celare la sua destinazione d’uso specifica di luogo cardine nella formazione della società.

Il Percorso dell'Asino

2012, Mandonico (Lecco), con Alfredo Borghi, Vittorino Belpoliti

PROGETTO 1° CLASSIFICATO

“L’uomo avanza dritto per la propria strada perché ha una meta; sa dove va, ha deciso di raggiungere un determinato luogo e vi si incammina per la via più diretta. L’asino procede a zig zag, ogni tanto si perde dietro a qualche cosa, da quella natura balzana che è, va a zig zag per evitare le pietre più grosse, per scansare i tratti ripidi, per cercare l’ombra; se la prende il meno possibile. L’uomo possiede la ragione per moderare i sentimenti, sa frenare le passioni e gli istinti in vista dello scopo che si propone. L’intelligenza comanda alla bestia che è in lui, gli detta le norme di vita che ricava dall’esperienza […] L’asino ad altro non pensa che a infischiarsene di tutto. Nei primi paesi abitati i carri passavano dove riuscivano ad infilarsi tra anfratti e dirupi; un ruscello rappresentava un ostacolo non indifferente. Così incominciarono a formarsi sentieri e strade. All’incrocio di queste, lungo i corsi d’acqua, sorsero i primi villaggi; le case si allinearono lungo le strade tracciate dal passaggio degli asini. Vi si costruì intorno una cinta di mura […] là dove arrivava la strada degli asini si apersero le porte delle città. Il borgo diventa grande metropoli. Parigi, Roma, Istanbul sono sorte sul percorso degli asini.“ (cit. Le Corbusier)

Kennedy

2011, Ravenna, con NUOVOSTUDIO

L'apertura di Piazza J.F.Kennedy di Ravenna è un intervento della prima metà del XX secolo ed è il frutto delle demolizioni di un intero isolato, anticamente composto dal giardino del Palazzo Rasponi delle Teste e diversi altri edifici minori, tra il quali una casa che conteneva lacerti delle murature dell'antica chiesa di Sant'Agnese detta ai Ninfei, memoria delle fontane che in epoca romana celebravano l'arrivo in città delle acque portate dall'acquedotto di Traiano. Con l'apertura della piazza di epoca fascista, che era dedicata al Mercato, fu costruito anche il coevo Palazzo del Mutilato, che tuttavia non occupa per intero il lato nord, scelta progettuale piuttosto infelice. Questa anomalia della piazza ha suggerito un proposta di progetto che di fatto disegna due piazze, mediate da un edificio "Loggia" che distribuisce due luoghi: una piazza quadrata che inquadra le facciate dei Palazzi Rasponi delle Teste e del Mutilato, ed una piazza rettangolare, più piccola, tra la Loggia e il fianco del Palazzo Rasponi Murat. La piazza quadrata, per sua forma, più adatta alla sosta, quella rettangolare più di passaggio, e destinata a fungere da raccordo tra il sistema dei luogi centrali della Piazza del Popolo e il complesso monumentale del Duomo. Grandi fontane ed alberi ricordano da un lato gli antichi Ninfei e dall'altro creano un luogo ombroso e fresco.

© giovanni mecozzi architetto 2020